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Le scuole, gli allievi, i docenti e i genitori non sono cavie per verificare concetti teorici che toccano e modificano la vita di ognuno di loro. Siamo contrari alla sperimentazione perché è sbagliata; ma soprattutto perché è la conseguenza diretta della riforma “La scuola che verrà” (SCV) che non condividiamo.

La SCV è una risposta sbagliata a un problema vero e serio: come preparare i giovani per affrontare le sfide dei prossimi 20 anni; e quella che viene chiamata sperimentazione, di fatto, è l’inizio della SCV. Dopo i 3 anni di test sarà impossibile trovare altre vie, se non quella di procedere con l’intero progetto in via definitiva. La sperimentazione, senza criteri e obiettivi misurabili, è fatta per confermarlo!